“Promosse” le novità di Cantine Tinazzi: record di premi per il Primitivo Rosé

“Promosse” le novità di Cantine Tinazzi: record di premi per il Primitivo Rosé

Critici, concorsi e guide di settore hanno apprezzato le più recenti proposte del brand: i riflettori sono puntati soprattutto sul Primitivo Salento Rosato IGP, un esempio dell’attuale riscoperta della vinificazione in rosa, e sulle ultime novità della linea Duca delle Corone, oltre che sui bianchi e rossi di Cantine San Giorgio e Feudo Croce.

Taranto, 31 luglio 2023_ Il 2022 è stato un anno di grandi novità per Tinazzi: il gruppo con sede a Lazise e produzioni in Veneto, Puglia e Toscana ha rinnovato le proprie proposte, che sono state accolte con grande favore dalla critica e dai principali concorsi.

Ognuno dei premi ricevuti conferma la bontà di un percorso rigoroso e coerente, guidato dalla passione” racconta Gian Andrea Tinazzi, il titolare di Cantine Tinazzi.Siamo particolarmente soddisfatti del successo riscosso dalle ultime creazioni, su tutte il Primitivo Rosé della linea Duca delle Corone: è un segnale positivo, che indica come la ricerca e la sperimentazione possano essere il migliore degli investimenti, e offrire prodotti in linea con le tendenze più attuali”.

Tanti podi per il primitivo Rosé e la linea Duca delle Corone

II prodotto più originale tra quelli degli ultimi anni, il Primitivo Salento Rosato IGP, è il fiore all’occhiello della nuova linea Duca delle Corone della Cantina San Giorgio. Riflette gli ultimi trend, che promuovono un uso trasversale e destagionalizzato del vino, ed è il grande protagonista dell’attuale riscoperta della vinificazione in rosa. Ad incoronarlo è una rassegna di prestigio come Vinum – World of Rosé, che oltre ad assegnargli il primo posto assoluto lo ha incoronato Best of Rosé e Best of Italien. Anche al Concours Mondial de Bruxelles il vino ha brillato con un “argento”. La critica lo ha ulteriormente lodato assegnando punteggi molto elevati: 93 punti il Magazine Vinus, 91 punti la rivista Falstaff e ben 95 punti l’enologo Luca Maroni.

 

Il Primitivo Rosé fa da traino alle altre novità della linea, come il Duca delle Corone Aglianico Puglia IGP, promosso da Luca Maroni con 94 punti, e soprattutto il Duca delle Corone Fiano Puglia Igp, che oltre ai 94 punti di Luca Maroni porta a casa il premio Gold al Berliner Wein Trophy e quello Silver al Concours Mondial de Bruxelles.

Nyktos e Dysmè: le new entry di Feudo Croce sono pluripremiate

L’anno scorso la Tenuta Feudo Croce, masseria tradizionale con 20 ettari di vigna nell’Alto Salento, ha tenuto a battesimo il Fiano Puglia IGP “Dysmè” e l’Aglianico Puglia IGP “Nyktos”. I risultati non si sono fatti attendere: il Nyktos, rosso luminoso e speziato, ha collezionato i riconoscimenti, dal Gold assegnato dal Berliner Wein Trophy ai 90 punti del Decanter World Wine Award, ed è quotato dagli specialisti del settore: James Suckling gli assegna 90 punti, Luca Maroni 94 e Wine Pleasure – 50 great red wines of the world 94 punti (più un premio Silver). Molto gradito anche il profumato e dorato Dysmé, che ottiene un Gold al Berliner Wein Trophy e 94 punti da Luca Maroni.

Elogi e premi per il Fiano e l’Aglianico di Cantine San Giorgio

Restiamo in Alto Salento per Cantine San Giorgio, che oltre a firmare Duca delle Corone produce, dal 2022, due novità assolute, che a partire dall’atmosfera evocano la Magna Grecia. Il bianco ’“Archita” Fiano Puglia IGP, che nasce da un vitigno autoctono, riceve ottime recensioni: il Berliner Wein Trophy gli assegna un premio Gold, mentre Luca Maroni gli attribuisce 94 punti. Anche il suo “gemello” rosso purpureo, “Erodoto” Aglianico Puglia IGP, testato da Luca Maroni, riceve 94 punti.

TINAZZI  

Tinazzi, nell’antica tradizione veronese, erano recipienti simili a botti dove si metteva l’uva pigiata a fermentare: una famiglia legata al vino persino nell’origine del nome. Non può che cominciare con questo curioso aneddoto la storia di Tinazzi, che inizia alla fine degli anni Sessanta a Cavaion Veronese (VR), grazie all’impegno e alla passione di Eugenio Tinazzi. Gian Andrea Tinazzi, figlio del fondatore, all’epoca ancora diciottenne, segue subito il padre nella conduzione dell’impresa e allarga progressivamente gli orizzonti dell’azienda sia in termini di produzione che di mercati. Animato da uno spirito vivace, intraprendente e proattivo, trasforma negli anni l’azienda di famiglia da una realtà locale, che vende vini veneti DOC a piccole realtà del lago di Garda, all’attuale importante Gruppo esteso tra Veneto e Puglia, regione di grande carattere e dalle crescenti potenzialità qualitative, in cui i Tinazzi sono presenti dal 2001. Sotto la sua guida il gruppo produce vini d’alta qualità, venduti in 55 Paesi nel Mondo. Un’intuizione che ha portato l’azienda a diventare una delle più interessanti realtà della viticoltura italiana, con oltre 100 ettari di vigneti di proprietà e un’ampia proposta di iniziative legate alla cultura contadina e all’accoglienza. Gli importanti premi internazionali, come i riconoscimenti di rinomate riviste come Wine Spectator, Wine Enthusiast e Decanter e gli ottimi punteggi dei critici Luca Maroni e James Suckling sono solo l’ultimo tassello della storia dei vini. 

Photo: fonte ufficio stampa

Mariella Belloni

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