Perfetta per accompagnare le nostre serate in compagnia di amici e parenti, il vino non può di certo mancare sulle nostre tavole. Aiuta d’altronde a dare un tocco in più alle nostre pietanza. Ma non solo, se consumata con moderazione e senza esagerare, tale bevanda è in grado di apportare diversi effetti benefici al nostro corpo. Ma chi ha portato il vino in Italia?
Una bevanda millenaria, simbolo della storia del nostro Paese
Il vino è una bevanda millenaria che rientra a pieno titolo nella storia e nella cultura del nostro Paese. Ma quali sono le suo origini? Ebbene, sembra che si possano far risalire le origini della viticoltura a più di 8 mila anni fa, nella regione antica del Caucaso, compresa tra Armenia, Georgia e Turchia. Da qui la viticoltura si è diffusa in Mesopotamia, Mediterraneo e Medio Oriente.
Chi ha portato il vino in Italia?
Soffermandosi sull’Italia, la viticoltura è arrivata nel nostro Paese grazie alle relazioni commerciali con Fenici e Micenei prima e Greci dopo. In particolare Fenici contribuirono alla diffusione del vino in tutta la regione mediterranea attorno al IX sec. a. C. In seguito gli antichi Greci colonizzarono l’Italia meridionale portando la coltivazione della vite. La vitivinicoltura è stata quindi ripresa dagli Etruschi prima e dagli antichi Romani poi.
Sia gli Etruschi che Greci, quindi, sono giunti in Italia portandosi a seguito dei ceppi di vite. Dato che sul territorio si trovata già da molto tempo prima della vite selvatica, però, non è ancora possibile sapere con certezza chi abbia prodotto per primo il vino. Proprio ai Romani, inoltre, si deve la diffusione della vite nei vari territori dell’Impero, tanto da attribuire a loro l’origine del vino in ampie zone della Germania e della Francia. Ma non solo, diverse fonti fanno risalire ai Romani le origini della moderna Enologia, ovvero la scienza che si occupa di studiare la produzione del vino.